Qualità dell’aria indoor negli ambienti lavorativi

13 Maggio 2020

a cura dell’Ing. Daniela Beltramelli – Chief Technical Officer dello Studio B&S    

Il Gruppo di Lavoro ISS Ambiente e Qualità dell’Aria Indoor ha pubblicato il documento “Indicazioni ad interim per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2”, nel quale viene valutata la gestione della qualità dell’aria indoor negli ambienti lavorativi.

Indipendentemente dagli effetti sulla salute, la qualità dell’aria ha un’importante influenza sulle prestazioni e sul benessere fisico e mentale dei lavoratori.

Tra le altre aumento/perdita di:

  • produttività
  • concentrazione
  • tempi di reazione
  • livello di motivazione e soddisfazione
  • competenze professionali
  • stress
  • riduzione delle giornate di assenza
  • aumento dei costi sanitari e di assistenza a carico del lavoratore, del Servizio Sanitario Nazionale-SSN, ecc…

 

Cosa prevede la fase 2 nei luoghi di lavoro

Nell’attuazione della fase 2 vanno attentamente implementate, messe in atto e riorganizzate nuove azioni per rispondere alle esigenze di salvaguardia della salute del personale e della collettività:

  • adeguamento degli spazi, delle aree e degli uffici,
  • minimizzazione della presenza di personale, evitando dove possibile il rientro dei lavoratori con suscettibilità e disabilità diversificate, con malattie respiratorie, alterazione del sistema immunitario,

In che modo?

  • differenziando e scaglionando gli orari di lavoro,
  • distanziando, limitando e/o definendo percorsi specifici (es. ingressi e uscite differenziate),
  • contingentando le zone per evitare contatti ravvicinati ed assembramenti,
  • sostenendo:
  • la diffusione della cartellonistica descrivente le misure di prevenzione e protezione della salute (soprattutto il distanziamento e il lavaggio delle mani)
  • la formazione
  • la ventilazione
  • l’utilizzo di mascherine chirurgiche o di altri dispositivi
  • la diffusione delle procedure e delle misure tecniche di prevenzione e protezione personali riferite al posto di lavoro adottati con l’aggiornamento del “protocollo anticontagio” per non correre il rischio di un insuccesso

 

Azioni e raccomandazioni generali per il contenimento del Coronavirus

Per il mantenimento di una buona qualità dell’aria indoor negli ambienti di lavoro, il documento propone alcune azioni e raccomandazioni generali da mettere in atto giornalmente nelle condizioni di emergenza associate all’epidemia virale SARS-CoV-2, quali:

 

Ricambio dell’aria

  • Garantire un buon ricambio dell’aria in tutti gli ambienti dove sono presenti postazioni di lavoro e personale aprendo con maggiore frequenza le diverse aperture: finestre e balconi (per una sostituzione/diluizione dell’aria e una riduzione delle concentrazioni degli inquinanti specifici - COV, PM10, … - della CO2, degli odori, dell’umidità e del bioaerosol che può trasportare batteri, virus, allergeni, funghi filamentosi)
  • Il ricambio dell’aria deve tener conto di:
  • numero di lavoratori presenti,
  • tipo di attività svolta
  • durata della permanenza negli ambienti di lavoro.
  • Evitare la creazione di condizioni di disagio/discomfort (correnti d’aria o freddo/caldo eccessivo) per il personale durante il ricambio naturale dell’aria nell’ambiente di lavoro.
  • La ventilazione naturale degli ambienti dipende da numerosi fattori, quali i parametri meteorologici (es. temperatura dell’aria esterna, direzione e velocità del vento), da parametri fisici quali superficie delle finestre e durata dell’apertura.

 

Come arieggiare negli edifici senza specifici sistemi di ventilazione

  • Aprire, preferibilmente, quelle finestre e quei balconi che si affacciano sulle strade meno trafficate e durante i periodi di minore passaggio di mezzi (soprattutto quando l’edifico è in una zona trafficata.
  • Evitare di aprire le finestre e balconi durante le ore di punta del traffico (anche se in questo periodo è molto diminuito) o di lasciarle aperte la notte.
  • Aprire, preferibilmente, per pochi minuti più volte al giorno, che una sola volta per tempi lunghi.

 

Come arieggiare negli edifici dotati di specifici impianti di ventilazione

  • Mantenere attivi l’ingresso e l’estrazione dell’aria 24 ore su 24, 7 giorni su 7 (possibilmente con un decremento dei tassi di ventilazione nelle ore notturne di non utilizzo dell’edifico).
  • Eliminare totalmente la funzione di ricircolo dell’aria per evitare l’eventuale trasporto di agenti patogeni (batteri, virus, ecc.) nell’aria.
  • Aprire, dove possibile, nel corso della giornata lavorativa le finestre e i balconi per pochi minuti più volte a giorno per aumentare ulteriormente il livello di ricambio dell’aria (la decisione di operare in tal senso spetta generalmente al responsabile della struttura in accordo con il datore di lavoro).
  • Acquisire tutte le informazioni sul funzionamento dell’impianto VCM (es. controllo dell’efficienza di funzionamento, perdite di carico, verifica del registro di conduzione, tempi di scadenza della manutenzione, tipo di pacco filtrante installato, interventi programmati, ecc.).
  • Eventualmente sostituire con pacchi filtranti più efficienti (es. UNI EN ISO 16890:2017: F7-F9), se si è vicini ai tempi di sostituzione del pacco filtrante (per perdite di carico elevate, o a poche settimane dall’intervento di manutenzione programmata, ecc.), al fine di migliorare la filtrazione dell’aria in ingresso. Una volta effettuata la sostituzione, assicurarsi della tenuta all’aria al fine di evitare possibili trafilamenti d’aria.

 

Come arieggiare negli edifici dotati di impianti misti di riscaldamento/raffrescamento

  • Mantenere fermi questi impianti - con apparecchi terminali locali il cui funzionamento e regolazione della velocità possono essere centralizzati oppure effettuati dai lavoratori che occupano l’ambiente o la stanza (es. fancoil, ventilconvettori) - per evitare che, con il ricircolo dell’aria, si diffondano, all’interno della struttura, eventuali contaminanti, compreso potenzialmente il virus SARS-CoV-2
  • Procedere ad una riorganizzazione:
  • adeguamento di spazi e aree
  • minimizzazione della presenza di personale
  • distanziamento
  • limitazione dei percorsi e delle zone per evitare contatti ravvicinati e gli assembramenti
  • differenziazione e scaglionamento degli orari di lavoro
  • Mantenere in funzione l’impianto solo se, a seguito della riorganizzazione (es., ecc.), è prevista giornalmente la presenza di un singolo lavoratore (sempre lo stesso) per ogni ambiente o stanza
  • Verificare che nelle vicinanze delle prese e griglie di ventilazione dei terminali, non siamo presenti tendaggi, oggetti e piante, che possano interferire con il corretto funzionamento.
  • Pulire periodicamente, ogni quattro settimane, in base alle indicazioni fornite dal produttore ad impianto fermo, filtri dell’aria di ricircolo del fancoil o del ventilconvettore per mantenere gli adeguati livelli di filtrazione/rimozione.
  • Pulire settimanalmente gli apparecchi terminali locali (fancoil o ventilconvettore) nel caso di contemporanea condivisione dello stesso ambiente o stanza da parte di più lavoratori. Durante la pulizia dei filtri fare attenzione alle batterie di scambio termico e alle bacinelle di raccolta della condensa.
  • Evitare di utilizzare e spruzzare prodotti per la pulizia detergenti/disinfettanti spray direttamente sul filtro per non inalare sostanze inquinanti (es. COV), durante il funzionamento.
  • Far approvare preventivamente i prodotti per la pulizia/disinfettanti spray dal SPP.
  • Aprire regolarmente, dove possibile, le finestre e balconi per aumentare il ricambio e la diluizione degli inquinanti specifici (es. COV, PM10, ecc.), della CO2, degli odori, dell’umidità e del bioaerosol che può trasportare batteri, virus, allergeni, funghi filamentosi (muffe) accumulati nell’aria ricircolata dall’impianto.
  • Aprire, preferibilmente, per pochi minuti più volte al giorno, piuttosto che una sola volta per tempi lunghi.

 

Come comportarsi nei singoli ambienti di lavoro

Dotati di:

piccoli impianti autonomi di riscaldamento/raffrescamento con un’unità esterna (es. pompe di calore split, termoconvettori)

sistemi di climatizzazione portatili collegati con un tubo di scarico flessibile dell’aria calda appoggiato o collegato con l’esterno dove l’aria che viene riscaldata/raffrescata è sempre la stessa

  • Pulire i filtri dell’aria di ricircolo in dotazione all’impianto/climatizzatore, in base alle indicazioni fornite dal produttore e ad impianto fermo, per mantenere livelli di filtrazione/rimozione adeguati con le seguenti cadenze:
  • ogni quattro settimane nel caso di singolo lavoratore (sempre lo stesso)
  • ogni settimana in tutti gli altri casi
  • Evitare di utilizzare e spruzzare prodotti per la pulizia detergenti/disinfettanti spray direttamente sul filtro per non inalare sostanze inquinanti (es. COV), durante il funzionamento.
  • Pulire le prese e le griglie di ventilazione con panni puliti in microfibra inumiditi con acqua e con i comuni saponi, oppure con una soluzione di alcool etilico con una percentuale minima del 70% v/v asciugando successivamente.
  • Garantire un buon ricambio dell’aria anche negli ambienti/spazi dove sono presenti i distributori automatici di bevande calde, acqua e alimenti.
  • Garantire la pulizia/sanificazione periodica delle suddette aree (da parte degli operatori professionali delle pulizie) e una pulizia/sanificazione giornaliera (da parte degli operatori addetti ai distributori automatici) delle tastiere dei distributori con appositi detergenti compatibilmente con i tipi di materiali.
  • Mantenere in funzione ventilatori/estrattori per l’intero orario di lavoro per ridurre le concentrazioni nell’aria, nei locali senza finestre (es. archivi, spogliatoi, servizi igienici, ecc.).

 

Misure preventive e protettive nei mezzi pubblici – veicoli a noleggio

  • Mantenere attivi gli impianti di climatizzazione, per aumentare il livello di diluizione/rimozione dell’aria
  • Eliminare totalmente la funzione di ricircolo per evitare l’eventuale trasporto della carica microbica (batteri, virus, muffe, ecc.) nell’aria.
  • Fare attenzione alla manutenzione dei filtri in dotazione ai mezzi (es. filtri abitacolo o antipolline).
  • Aprire tutti i finestrini, qualora le condizioni meteo lo permettano, per aumentare ulteriormente il livello di ricambio dell’aria indoor.
  • Pulirsi le mani con un gel idroalcolico ogni volta che si entra o si esca dal mezzo.

 

Misure preventive e protettive per i lavoratori delle attività di pulizia

  • Seguire correttamente le procedure e i protocolli
  • Iniziare la pulizia dalle aree più pulite verso le aree più sporche
  • Adottare Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) (es. facendo riferimento alle disposizioni presenti nel documento operativo elaborato per ciascun ambiente, integrato con gli ultimi provvedimenti del Governo).
  • Evitare di eseguire queste operazioni di pulizia/disinfezione in presenza di dipendenti o altre persone.
  • Pulire quotidianamente le superfici toccate più di frequente (ad es., porte, maniglie, finestre, vetri, tavoli, interruttori della luce, servizi igienici, rubinetti, lavandini, scrivanie, sedie, maniglie carrello e dei cestini della spesa, tornelli, distributori biglietti, maniglie passeggeri, comandi, volante, cinture di sicurezza, maniglie delle portiere, tasti e pulsanti apriporta, tastiere, telecomandi, stampanti).

 

Procedura da seguire per la pulizia degli ambienti di lavoro

Utilizzare panni, diversi per ciascun tipo di oggetto/superficie, in microfibra inumiditi:

  • con acqua e sapone oppure
  • con una soluzione di alcool etilico con una percentuale minima del 70% v/v

per i servizi igienici

  • pulire successivamente con una soluzione di ipoclorito di sodio diluita allo 0,5% di cloro attivo (es. come la candeggina che in commercio si trova al 5% o al 10% di contenuto di cloro),

per tutte le altre superfici

  • pulire successivamente con una soluzione di ipoclorito di sodio diluita allo 0,1% di cloro attivo, tenendo in considerazione il tipo di materiale, l’uso e l’ambiente o altri detergenti professionali equivalenti come campo d’azione (sanificazione: detergenza e disinfezione), facendo attenzione al corretto utilizzo per ogni superficie da pulire.

Arieggiare gli ambienti sia durante sia dopo l’uso dei prodotti per la pulizia, soprattutto se si utilizzano prodotti disinfettanti/detergenti potenzialmente tossici (controllare i simboli di pericolo sulle etichette), aumentando temporaneamente i tassi di ventilazione dei sistemi di ventilazione o aprendo le finestre e balconi.

Evitare o limitare l’utilizzo di detergenti profumati, in quanto, nonostante la profumazione, aggiungono inutilmente sostanze inquinanti e degradano la qualità dell’aria indoor.

Per approfondimenti, consultare il paragrafo di “pulizia e sanificazione in azienda”.

 

Procedura da seguire per la pulizia degli ambienti di lavoro in caso di presenza di casi sospetti di persone con COVID-19

Procedere alla sanificazione dell’ambiente, intesa come attività che riguarda il complesso di procedure e operazioni atte a rendere salubre un determinato ambiente mediante interventi di detergenza e successiva disinfezione.

In questo contesto, è opportuno ricordare che i coronavirus, quali il virus della SARS, e quello della MERS e lo stesso SARS-CoV-2, possono persistere su superfici inanimate fino a 9 giorni in dipendenza della matrice/materiale, della concentrazione, della temperatura e dell’umidità, anche se non è accertato vi persistano in forma vitale.

La sanificazione della stanza/area deve essere eseguita secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute (pulizia con acqua e sapone e successivamente con una soluzione di ipoclorito di sodio diluita allo 0,1% e con alcool etilico al 70% per superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio).

 


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