Linee guida per parchi, giardini pubblici e attività ludico-ricreative

24 Ottobre 2020

Apertura regolamentata di parchi, giardini pubblici e di aree gioco per bambini e adolescenti

Accessibilità degli spazi

  1. accessibilità limitata
  2. non produrre assembramenti
  3. garantire il distanziamento fisico
  4. obbligo di mascherina
  5. da 0 a 17 anni: obbligo di accompagnamento da parte di un genitore o di un altro adulto responsabile, ove necessario;

Compiti del gestore

  1. manutenzione ordinaria dello spazio:
  • controlli periodici dello stato delle diverse attrezzature
  • pulizia periodica approfondita delle superfici più toccate, con detergente neutro;
  1. cartelli informativi all’ingresso delle aree verdi e delle aree gioco rispetto ai comportamenti corretti da tenere

Responsabilità dell’accompagnatore

  1. > 14 anni: attuare modalità di accompagnamento diretto
  2. 0 a 3 anni: utilizzare una carrozzina, un passeggino o similari, oppure, se il bambino è in grado di deambulare autonomamente, garantire il controllo diretto da parte dell’adulto accompagnatore;
  3. bambini o adolescenti con patologie NPI, fragilità, cronicità e comunque non autonomi: garantire la presenza di un adulto accompagnatore;
  4. < 6 anni: l’accompagnatore deve vigilare affinché questi rispettino:
  • distanziamento fisico
  • utilizzo della mascherina.

 

 

Attività ludico-ricreative, di educazione non formale e attività sperimentali di educazione all’aperto

Accessibilità degli spazi

  1. Le attività devono essere circoscritte a sottofasce di età:
  • da 0 a 6 anni (dal nido e alla scuola dell’infanzia)
  • da 6 a 11 anni (alla scuola primaria)
  • da 11 a 17 anni (alla scuola secondaria).
  1. Tramite iscrizione. Il gestore deve definire i tempi e le modalità per l’iscrizione, dandone comunicazione al pubblico e con congruo anticipo rispetto all’inizio delle attività.

I bambini che non hanno mai frequentato un nido o una scuola dell’infanzia, possono prevedere attività in altri luoghi, eventualmente riprendendo anche l’esempio dei micronidi o delle cosiddette tagesmutter.

Il gestore può prevedere attività sportive, anche in piscina, per cui si rimanda alle vigenti linee guida per l’attività sportiva di base e l’attività motoria.

È consigliato predisporre spazi dedicati a ospitare bambini, adolescenti e personale che manifestino sintomatologia sospetta.

È preferibile che gli accompagnatori dei bambini e degli adolescenti abbiano un’età inferiore a 60 anni, a tutela della loro salute.

 

Standard per il rapporto fra bambini e adolescenti accolti e spazio disponibile

In considerazione della necessità di garantire il distanziamento fisico e l’utilizzo dei DPI, così come previsto dalla normativa vigente, è fondamentale:

  • l’organizzazione in piccoli gruppi
  • l’organizzazione di una pluralità di diversi spazi o aree per lo svolgimento delle attività programmate.
  • privilegiare il più possibile le attività in spazi aperti all’esterno (outdoor education) anche se non in via esclusiva, e tenendo conto di adeguate zone d’ombra.

In caso di attività in spazi chiusi, è raccomandata l’aerazione abbondante dei locali, con il ricambio di aria che deve essere frequente, tenendo le finestre aperte per la maggior parte del tempo.

Standard per il rapporto numerico fra gli operatori, educatori e animatori e i bambini e gli adolescenti, e le strategie generali per il distanziamento fisico e per l’utilizzo dei DPI

  • definizione organizzativa del rapporto numerico
  • garantire il suo rispetto per l’intera durata delle attività, tenendo conto delle prescrizioni sul distanziamento fisico e sull’utilizzo della mascherina da parte dei soggetti con età superiore a 6 anni.

età da 0 a 6 anni:

  • periodo di ambientamento accompagnato da un genitore o un altro adulto accompagnatore
  • l’ambientamento potrebbe realizzarsi sempre in piccoli gruppi, comprendendo chi esercita la responsabilità genitoriale (suggerito per i bambini già socializzati al nido o scuola dell’infanzia ma che non hanno ripreso tali attività a settembre, successivamente al periodo in cui sono rimasti a casa esclusivamente con i propri genitori o tutori, durante la fase 1 dell’emergenza.)
  • preferire spazi esterni o diversi da quelli frequentati dai bambini, sempre nel rispetto delle misure adottate per il contenimento del contagio, considerata la presenza di adulti che normalmente non parteciperebbero alle attività.
  • attività che prevedono la costante presenza dei genitori o tutori insieme ai bambini in età da 0 a 6 anni (es. corsi per neogenitori, corsi di massaggio infantile).

 

Principi generali d’igiene e pulizia

Il contagio si realizza per droplets (goccioline di saliva emesse tossendo, starnutendo o parlando), o per contatto (es. toccare, abbracciare, dare la mano o anche toccando bocca, naso e occhi con le mani precedentemente contaminate).

  1. igienizzarsi frequentemente le mani (acqua e sapone o soluzioni o gel a base alcolica in tutti i momenti raccomandati);
  2. non tossire o starnutire senza protezione;
  3. distanziamento fisico di almeno 1 metro dalle altre persone, seppur con i limiti di applicabilità per le caratteristiche evolutive degli utenti e le metodologie educative di un contesto estremamente dinamico;
  4. non toccarsi il viso con le mani;
  5. pulire frequentemente le superfici con le quali si viene a contatto;
  6. arieggiare frequentemente i locali.

Tutto questo si realizza in modo più agevole nel caso di permanenza in spazi aperti, come nel caso di educazione all’aperto (outdoor education).

da 0 a 3 anni (es. bambini in culla o bambini deambulanti):

  1. gli operatori, educatori e animatori - non essendo sempre possibile garantire il distanziamento fisico dal bambino - possono utilizzare ulteriori dispositivi oltre alla mascherina (es. guanti in nitrile e dispositivi per gli occhi, viso e mucose)
  2. utilizzo di prodotti disinfettanti: si raccomanda di fare seguire alla disinfezione anche la fase di risciacquo, soprattutto per gli oggetti, come i giocattoli, che potrebbero essere portati in bocca dai bambini.

 Prevedere una segnaletica e messaggi educativi per la prevenzione del contagio

  1. Segnaletica nei luoghi con una visibilità significativa come:
  • entrate in struttura
  • aree destinate al consumo dei pasti
  • aree destinate al riposo notturno

che promuova misure protettive giornaliere e descriva come ostacolare la diffusione dei germi:

  1. attraverso il corretto lavaggio delle mani e il corretto utilizzo delle mascherine
  2. evitando di toccarsi gli occhi, il naso e la bocca con le mani, tossendo o starnutendo all’interno del gomito con il braccio piegato o di un fazzoletto, preferibilmente monouso);
  1. includere messaggi (es. video esplicativi) sui comportamenti corretti da tenere al fine di prevenire la diffusione del contagio, quando vengono inviate comunicazioni al personale o alle famiglie (es. il sito web della struttura, nelle e-mail, tramite gli account ufficiali sui social media);
  2. utilizzare i manifesti e le grafiche realizzate dal Ministero della salute disponibili sul sito web istituzionale.

Sensibilizzare al corretto utilizzo delle mascherine

  1. Le mascherine devono essere indossate da tutto il personale, e da tutti gli iscritti con più di 6 anni di età. Le mascherine sono essenziali quando il distanziamento fisico è più difficile da rispettare;
  2. Le mascherine non dovrebbero essere utilizzate nel caso di:
  • bambini con meno di 6 anni di età
  • persone con difficoltà respiratorie o in stato di momentanea incoscienza
  • persone con disabilità tale da rendergli impossibile la rimozione della mascherina senza aiuto da parte di un’altra persona;
  1. le mascherine devono essere utilizzate in base alle indicazioni del Ministero della salute e delle autorità competenti;
  2. l’utilizzo delle mascherine ha lo scopo di proteggere le altre persone, nel caso in cui chi le indossa sia inconsapevolmente infetto, ma non mostri sintomi. Per prevenire la diffusione del contagio, è fondamentale che ne facciano uso tutti coloro che sono nelle condizioni di indossarle.

Garantire la sicurezza del pernottamento     

  1. prevenire la condivisione di spazi comuni per i pernottamenti;
  2. giornalmente deve essere misurata la temperatura corporea
  3. devono essere seguite tutte le procedure indicate nella sezione Protocollo di accoglienza;
  4. mantenere sempre distinta la biancheria di ogni persona, l’una dall’altra;
  5. la biancheria deve essere pulita almeno una volta alla settimana, o comunque prima dell’utilizzo da parte di un'altra persona;
  6. prevedere un erogatore di gel idroalcolico per le mani all’ingresso di ogni camera o tenda, se possibile, altrimenti in aree predisposte e di facile accesso.

Garantire la sicurezza dei pasti

  1. gli operatori, educatori o animatori devono lavarsi le mani prima di preparare il pasto e dopo aver aiutato eventualmente i bambini;
  2. è preferibile usare posate, bicchieri e stoviglie personali o monouso e biodegradabili. Altrimenti, il gestore deve prevedere che le stoviglie siano pulite con sapone e acqua calda, o tramite una lavastoviglie;
  3. è possibile ricorrere a un servizio di ristorazione esterno, purché i pasti siano realizzati secondo la normativa vigente

Pulire e igienizzare gli ambienti

  • adeguata pulizia di tutti gli ambienti e dei servizi igienici almeno una volta al giorno nonché una igienizzazione periodica.
  • È consigliato che il gestore esegua le procedure previste dal rapporto dell’Istituto superiore di sanità COVID-19 n. 25/2020, concernente le raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento, e successivi aggiornamenti.

Prevedere scorte adeguate

               Il gestore deve garantire l’igiene e la salute durante le attività. Il gestore deve prevedere sufficienti scorte di mascherine di tipo chirurgico, sapone, gel idroalcolico per le mani, salviette asciugamani in carta monouso, salviette disinfettanti e cestini per i rifiuti provvisti di pedale per l’apertura, o comunque che non prevedano contatto con le mani.

Risposta a eventuali casi e focolai da COVID-19

È consigliato che il gestore esegua le procedure previste dal rapporto dell’Istituto superiore di sanità COVID-19 n. 58/2020, concernente le indicazioni operative per la gestione di casi di focolai di SARS-COV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell'infanzia, e successivi aggiornamenti.

               In ogni caso, la presenza di un caso confermato necessiterà l’attivazione da parte della struttura di un monitoraggio attento da avviare in stretto raccordo con il Dipartimento di prevenzione locale, al fine di identificare precocemente la comparsa di possibili altri casi che possano prefigurare l’insorgenza di un focolaio epidemico. In tale situazione, l’autorità sanitaria potrà valutare tutte le misure ritenute idonee.

Criteri di selezione degli operatori, educatori e animatori e per la loro formazione

  • operatori, educatori o animatori volontari, opportunamente informati e formati.
  • personale ausiliario o di supporto per specifiche attività (es. maestri di musica, educatori professionali) o in sostituzione temporanea di altri operatori, educatori o animatori responsabili dei piccoli gruppi.
  • Tutto il personale, retribuito e volontario, deve essere informato e formato sui temi della prevenzione di COVID-19, nonché per gli aspetti di utilizzo dei DPI e delle misure di igiene e pulizia.
  • I gestori e gli operatori, educatori o animatori possono fruire dei corsi online erogati dall’Istituto superiore di sanità sulla propria piattaforma istituzionale di formazione online a distanza
  • Per periodi d’attività superiori a 15 giorni, è possibile prevedere un cambio degli operatori, educatori o animatori responsabili per ogni piccolo gruppo.
  • Predisporre un’attività di affiancamento con un altro operatore, educatore o animatore, qualora sia previsto tale cambio, così da favorire una familiarità fra i bambini e gli adolescenti con il nuovo operatore, educatore o animatore responsabile del piccolo gruppo.
  • promuovere forme di collaborazione con enti e progetti di servizio civile, per l'utilizzo dei volontari a supporto delle attività.

Orientamenti generali per la programmazione delle attività e di stabilità nel tempo della relazione fra operatori, educatori o animatori e i gruppi di bambini e adolescenti

L’ Organizzazione di piccoli gruppi di bambini e adolescenti deve garantire la condizione della loro stabilità per tutto il tempo di svolgimento delle attività. Anche la relazione tra il piccolo gruppo di bambini e adolescenti e gli operatori, educatori o animatori attribuiti deve essere garantita con continuità nel tempo (per proteggere dalla possibilità di diffusione allargata del contagio garantendo altresì la possibilità di puntuale tracciamento del medesimo).

La realizzazione delle diverse attività programmate deve realizzarsi inoltre nel rispetto delle seguenti principali condizioni:

  1. continuità di relazione fra ogni operatore, educatore o animatore e i piccoli gruppi di bambini e adolescenti, anche al fine di consentire l’eventuale tracciamento di potenziali casi di contagio. In caso di attività che prevedono più turni, un operatore, educatore o animatore può essere assegnato a un gruppo per ogni turno;
  2. quanto previsto dalla precedente sezione Principi d’igiene e pulizia;
  3. non prevedere attività che comprendano assembramenti di più persone, come le feste periodiche con le famiglie, privilegiando forme audiovisuali di documentazione ai fini della comunicazione ai genitori o tutori

Si consiglia infine di prestare particolare attenzione alle condizioni di fragilità fra i bambini, gli adolescenti, gli operatori, gli educatori e gli animatori che potrebbero necessitare di specifico supporto psicologico.

 

Accesso quotidiano e modalità di accompagnamento e ritiro dei bambini e degli adolescenti

  • prevedere punti di accoglienza per l’entrata e l’uscita dall’area dedicata alle attività.
  • i punti di ingresso devono essere differenziati dai punti di uscita, con individuazione di percorsi separati.
  • situazione di arrivo e rientro dei bambini e degli adolescenti presso la propria abitazione si svolga senza comportare assembramenti presso gli ingressi delle aree interessate.
  • i punti di accoglienza devono essere all’esterno, o in un opportuno ingresso separato dell’area o struttura, per evitare che gli adulti accompagnatori entrino nei luoghi adibiti allo svolgimento delle attività.
  • segnalare con appositi riferimenti le distanze da rispettare.
  • ingressi e uscite scaglionati.
  • nel punto di accoglienza deve essere disponibile una fontana o un lavandino con acqua e sapone o, in assenza di questa, gel idroalcolico per l’igienizzazione delle mani del bambino o adolescente prima che entri nella struttura.

Il bambino o adolescente deve igienizzarsi le mani:

  1. una volta uscito dalla struttura
  2. prima di essere riconsegnato all’accompagnatore.

Il gel idroalcolico deve ovviamente essere conservato fuori dalla portata dei bambini per evitare ingestioni accidentali.

L’igienizzazione delle mani deve essere realizzata anche nel caso degli operatori, educatori o animatori che entrano in turno, o di eventuali accompagnatori che partecipano anch’essi alle attività (es. corsi per neogenitori).

È opportuno limitare per quanto possibile l’accesso di eventuali figure o fornitori esterni. In caso di consegna merce, occorre evitare di depositarla negli spazi dedicati alle attività con i bambini e gli adolescenti.

 

Protocollo di accoglienza

Protocollo per la prima accoglienza

1. Chi esercita la responsabilità genitoriale deve autocertificare che il bambino o adolescente:

- non ha avuto una temperatura corporea superiore ai 37,5°C o alcuna sintomatologia respiratoria, anche nei 3 giorni precedenti;

- non è stato in quarantena o isolamento domiciliare negli ultimi 14 giorni;

- non è stato a contatto con una persona positiva COVID-19 o con una persona con temperatura corporea superiore ai 37,5°C o con sintomatologia respiratoria, per quanto di propria conoscenza, negli ultimi 14 giorni.

2.  operatori, educatori o animatori, o eventuali accompagnatori, devono produrre un’autocertificazione per l’ingresso nell’area dedicata alle attività.

3. all’ingresso è raccomandata la rilevazione della temperatura corporea.

Nel caso di rilevazione della temperatura all’entrata, l’operatore, educatore o animatore addetto all’accoglienza deve misurare la temperatura dell’iscritto o del membro del personale, dopo aver igienizzato le mani, con rilevatore di temperatura corporea o termometro senza contatto.

Il termometro o rilevatore deve essere pulito con una salvietta igienizzante o cotone imbevuto di alcool prima del primo utilizzo, in caso di contatto, alla fine dell’accoglienza e in caso di possibile contaminazione, ad esempio se il bambino inavvertitamente entra in contatto con lo strumento o si mette a tossire durante la misurazione.

Nel caso in cui un minore o una persona che partecipa alle attività presenti un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5°C, o un sintomo compatibile con COVID-19 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia. Gli esercenti la responsabilità genitoriale e gli adulti, nel caso di operatori, educatori e animatori, si raccorderanno con il pediatra di libera scelta o il medico di medicina generale per quanto di competenza.

Protocollo per le verifiche giornaliere in caso di pernotto, successive al primo ingresso

  1. L’operatore, educatore o animatore addetto all’accoglienza deve misurare la temperatura dell’iscritto o del membro del personale, dopo aver igienizzato le mani, con rilevatore di temperatura corporea o termometro senza contatto.
  2. Il termometro o rilevatore deve essere pulito con una salvietta igienizzante o cotone imbevuto di alcool prima del primo utilizzo, in caso di contatto, alla fine dell’accoglienza e in caso di possibile contaminazione.
  3. Nel caso in cui un minore o una persona che partecipa alle attività presenti un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5°C, o un sintomo compatibile con COVID-19.

Gli esercenti la responsabilità genitoriale e gli adulti, nel caso di operatori, educatori e animatori, si raccorderanno con il pediatra di libera scelta o il medico di medicina generale per quanto di competenza.

Il gestore deve prevedere un registro di presenza sia presente alle attività, per favorire le attività di tracciamento di un eventuale contagio da parte delle autorità competenti.

Come detto, i protocolli devono essere eseguiti all’entrata per gli operatori, educatori o animatori. Se malati, questi devono rimanere presso la propria abitazione e allertare immediatamente il loro medico di medicina generale e il gestore.

Attenzioni speciali per i bambini, gli adolescenti, gli operatori, educatori e animatori con disabilità, vulnerabili o appartenenti a minoranze

 Il rapporto numerico, nel caso di bambini e adolescenti con disabilità, deve essere potenziato integrando la dotazione di operatori, educatori o animatori nel gruppo dove viene accolto il bambino o l’adolescente, portando il rapporto numerico a un operatore, educatore o animatore per ogni bambino o adolescente.

Il personale coinvolto deve essere adeguatamente formato anche a fronte delle diverse modalità di organizzazione delle attività, tenendo anche conto delle difficoltà di mantenere il distanziamento e l’utilizzo dei DPI, così come della necessità di accompagnare bambini e adolescenti con fragilità nel comprendere il senso delle misure di precauzione.

Nel caso in cui siano presenti bambini o adolescenti sordi alle attività, ricordando che non sono soggetti all’obbligo di uso di mascherine i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti, può essere previsto l’uso di mascherine trasparenti per garantire la comunicazione con gli altri bambini e adolescenti e gli operatori, educatori e animatori, favorendo in particolare la lettura labiale.

In alcuni casi, è opportuno prevedere, se possibile, un educatore professionale o un mediatore culturale, specialmente nei casi di minori che vivono fuori dalla famiglia d’origine, minori stranieri, con famiglie in difficoltà economica, non accompagnati che vivono in carcere o che vivono in comunità.


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