AMBIENTI CONFINATI. SPAZI AD ALTO RISCHIO

18 Ottobre 2022

Gli ambienti o spazi confinati e/o sospetti di inquinamento rappresentano da sempre un luogo estremamente pericoloso, dove possono essere presenti in contemporanea diversi fattori che possono provocare gravissimi infortuni agli addetti.

Gli ambienti confinati si individuano all’interno del D.Lgs. 81/08 e smi, agli articoli n.66 “Lavori in ambienti sospetti di inquinamento”, 121 “Presenza di gas negli scavi” e nell’allegato IV “Requisiti dei luoghi di lavoro” quali: pozzi, vasche, fogne, canalizzazioni, camini, cunicoli, tubazioni, fosse, serbatoi / silos, gallerie.

I gravi incidenti avvenuti negli anni in tali tipologie di ambienti di lavoro, spesso mortali per gli addetti ai lavori, hanno aumentato la percezione del rischio al punto che il legislatore ha emanato un decreto specifico per la qualificazione degli addetti ai lavori.

Ambienti confinati e rischi di infortunio

Tuttavia, dalla pubblicazione del DPR 177/2011 l’INAIL inquadra le seguenti criticità:

  • l’assenza di una definizione univoca di ambiente confinato e/o sospetto di inquinamento;
  • l’esistenza di un elenco non esaustivo di ambienti confinati e/o sospetti di inquinamento all’interno del D.Lgs.81/08 e smi;
  • la mancata definizione di criteri, modalità, contenuti e durata per la formazione e l’addestramento dei lavoratori.

Le cause degli infortuni mortali negli ambienti o spazi confinati e/o sospetti di inquinamento sono spesso riconducibili, oltre alla sottostima dei rischi presenti, alla mancanza di formazione, informazione e addestramento degli addetti ai lavori, oltre alla carenza di dispositivi di protezione collettivi ed individuali adeguati.

L’assenza di una definizione normativa puntuale di tali tipologie di ambienti ha creato tra gli addetti ai lavori non poche difficoltà nella corretta applicazione della normativa e nell’individuazione puntuale degli ambienti. Spesso vengono impiegate gli standard statunitensi -OSHA- Occupational Safety and Health Administration e -NIOSH- National Institute for Occupational Safety and Health che rispondono in parte solo agli aspetti qualitativi, restando inevase le risposte ad alcuni quesiti come la pericolosità.

Quali le tipologie degli ambienti confinati?

Alla data attuale esiste un chiaro obbligo dettato dal DPR 177/2011 per i soli ambienti che ricadono negli artt. 66 e 121 e all’allegato IV del D.Lgs. 81/08 e smi, restando ignorati /esclusi tutti quegli ambienti definiti “assimilabili”, che presentano potenziali fattori di rischio propri degli ambienti confinati e/o sospetti e che possono causare asfissia, intossicazione, intrappolamento.

L’INAIL ha pubblicato un manuale illustrato per “lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati” individuando delle procedure da adottare e degli aspetti tecnici da tenere in considerazione.

Procedure di sicurezza: il manuale dell’INAIL

Il manuale pubblicato dall’INAIL nel 2013 (reperibile sul sito istituzionale), illustra:

  • i punti fondamentali per l’elaborazione delle procedure di sicurezza
  • le misure e le precauzioni preliminari da intraprendere e la segnaletica da adottare
  • i suggerimenti per l’esecuzione delle attività, l’analisi dei possibili rischi e delle procedure operative
  • i possibili rischi derivanti dall’assenza di ossigeno o dalla presenza di sostanze pericolose
  • i dispositivi di protezione individuale -DPI- da indossare e per la protezione delle vie respiratorie
  • i possibili rischi derivanti da incendio o esplosione
  • le procedure di emergenza e salvataggio e la gestione delle emergenze

Inoltre, in allegato al manuale, sono riportati i modelli autorizzativi -permessi di lavoro- per l’ingresso all’interno degli ambienti o spazi confinati e/o sospetti di inquinamento, con delle check-list operative e di controllo.

Il DPR 177/2011 – Le procedure generali di sicurezza

Il Decreto del Presidente della Repubblica n.177 del 14/09/2011 (DPR 177/2011) reca le norme per la qualificazione delle imprese e/o dei lavoratori autonomi che devono realizzare gli interventi all’interno degli ambienti con sospetto inquinamento e/o degli spazi confinati, indicando le procedure generali di sicurezza.

Le procedure generali di sicurezza prevedono che:

  • prima dell’accesso ai luoghi nei quali devono svolgersi gli interventi in programma, tutti i lavoratori (compreso il Datore di lavoro) e/o i Lavoratori Autonomi devono essere dettagliatamente informati dal committente sulle caratteristiche dei luoghi, su tutti i rischi esistenti negli ambienti e sulle misure di prevenzione ed emergenza da adottare in relazione alla propria attività.

Il trasferimento di tutte le informazioni va compiuto in un tempo adeguato e, comunque, non inferiore ad un giorno.

  • Il committente individua un proprio rappresentante, in possesso di adeguate competenze e a conoscenza dei rischi presenti nei luoghi in cui si svolgono le attività lavorative, affinché vigili sulle attività svolte dagli addetti, per limitare i possibili rischi interferenziali.
  • durante tutte le fasi dei lavori deve essere adottata una procedura di lavoro specificamente diretta a eliminare o ridurre al minimo i rischi delle attività, comprese le misure a cui ricorrere in caso di emergenza o soccorso.

Quali i requisiti delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento e confinati?

Il DPR n. 177/2011 all’Art.2 richiede determinati requisiti alle imprese e ai lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinati.

Nello specifico, alle aziende operanti nel settore si impone una specifica professionalità e non più il solo possesso di un’idoneità tecnico-professionale. Questa professionalità viene valutata sulla base di precisi parametri:

  • Requisiti inderogabili di qualità organizzativa e contrattuale;
  • Standard di formazione mirati;
  • Gestione della sicurezza corrispondente a tutto il dettato normativo del D.lgs. n.81/2008.

In attesa di una normativa specifica

Pertanto, rimane a oggi ancora arduo stabilire se un ambiente di lavoro ricada tra gli ambienti o spazi confinati e/o sospetti di inquinamento, nonostante i numerosi incidenti avvenuti a dover di cronaca, demandando all’esperienza di chi valuta l’ambiente stesso.

Allo scopo di fornire chiarimenti in merito a una definizione univoca degli spazi confinati, è stato costituito, nei primi mesi del 2019, nell’ambito della Commissione UNI “Salute e sicurezza dei lavoratori esposti ad agenti chimici, polveri e fibre”, un gruppo di lavoro per la redazione di una norma tecnica specifica - progetto UNI1601920, che si propone di supportare i Datori di lavoro nell’analizzare le proprie realtà aziendali e/o produttive e valutare se al loro interno siano presenti o meno queste tipologie di ambienti e, nel caso, come gestirli.

 


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