Piano Emergenza ed Evacuazione, approfondiamolo insieme

14 Novembre 2019

In tutti i luoghi di lavoro è necessario adottare misure organizzative e gestionali da attuare in caso di emergenza, affinché tutti sappiano comportarsi secondo quanto previsto dal piano emergenza ed evacuazione nel miglior modo possibile, garantendo - prima di tutto - l’incolumità delle persone ed in secondo luogo il limitare dei danni a beni e strutture.

Quindi quali sono le giuste misure organizzative e gestionali da adottare per uno specifico tipo di azienda?

Tutte queste informazioni sono contenute nel PEE (piano di emergenza ed evacuazione), documento che va conservato in azienda e mantenuto aggiornato.

In ottica di organizzazione performante dell’azienda, è importante che tale documento sia preciso, chiaro e conciso, flessibile e concreto, affinché la gestione dell’emergenza sia efficace e riduca al minimo l’esposizione ai pericoli connessi all’attività lavorativa o dovuti ad eventi eccezionali.

Il 28 novembre 2018 è stata approvata dal CCTS (Comitato Centrale Tecnico Scientifico) dei Vigili del Fuoco la bozza del nuovo decreto interministeriale sulla sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro.

Il “nuovo DM 10/03/1998” recante i “Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro ai sensi dell’art. 43, comma 3, del D.lgs. 81/2008” entrerà in vigore - secondo quanto previsto nella bozza - 180 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale ed andrà ad abrogare e sostituire completamente il DM 10/03/1998.

Cos’è il piano di emergenza ed evacuazione

Il piano di emergenza ed evacuazione è il documento all’interno del quale sono riportati tutti i provvedimenti necessari affinché ogni lavoratore - per la propria competenza - possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze in caso di emergenza. Tra i casi di emergenza possibili sono da esaminare: incendio, esplosioni, scoppi, crolli, fughe di gas, allagamenti, infortuni/malori al personale, interruzione/mancanza di fornitura elettrica, avarie e guasti ai sistemi di sicurezza degli impianti tecnologici e di processo, dispersioni di sostanze pericolose, eventi naturali eccezionali (terremoti, alluvioni, trombe d’aria, …) e altre situazioni accidentali e non prevedibili.

Le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato, devono essere adeguate alla natura dell’attività, alle dimensioni dell’azienda o dell’unità produttiva e al numero delle persone presenti.

Per pianificare le procedure da attuare occorre esaminare:

  • le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di incendio;
  • le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti;
  • le disposizioni per chiedere l'intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo;
  • specifiche misure per assistere le persone disabili;

identificando un adeguato numero di persone incaricate a sovrintendere e controllare l’attuazione delle procedure previste.

Quando è obbligatorio il Piano Emergenza Evacuazione

Come previsto dall’art. 5 del dm 10 marzo 98, la redazione del PEE Piano Emergenza Evacuazione è obbligatoria in tutti i luoghi di lavoro (qualsiasi attività produttiva, negozio, ufficio, banca, scuola, …) ove sono occupati 10 o più dipendenti e per tutte le attività soggette al controllo da parte dei Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco elencate nel DPR 151/2011 (indipendentemente dal numero di lavoratori).

L’art. 5 - Gestione dell'emergenza in caso di incendio del dm 10/03/1998 (Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro) prevede che:

1. All'esito della valutazione dei rischi d'incendio, il datore di lavoro adotta le necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio riportandole in un piano di emergenza elaborato in conformità ai criteri di cui all'allegato VIII.

2. Ad eccezione delle aziende di cui all'articolo 3, comma 2, del presente decreto, per i luoghi di lavoro ove sono occupati meno di 10 dipendenti, il datore di lavoro non è tenuto alla redazione del piano di emergenza, ferma restando l'adozione delle necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio.

Inoltre l’art. 43 – Disposizioni generali sulla gestione delle emergenze del testo unico sulla sicurezza (dlgs 81/2008) prevede che:

1. Ai fini degli adempimenti di cui all’articolo 18, comma 1, lettera t), il datore di lavoro:

a) organizza i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dell’emergenza;

b) designa preventivamente i lavoratori di cui all’articolo 18, comma 1, lettera b);

c) informa tutti i lavoratori che possono essere esposti a un pericolo grave e immediato circa le misure predisposte e i comportamenti da adottare;

d) programma gli interventi, prende i provvedimenti e dà istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave e immediato che non può essere evitato, possano cessare la loro attività, o mettersi al sicuro, abbandonando immediatamente il luogo di lavoro;

e) adotta i provvedimenti necessari affinché qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo grave ed immediato per la propria sicurezza o per quella di altre persone e nell’impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili.

e-bis) garantisce la presenza di mezzi di estinzione idonei alla classe di incendio ed al livello di rischio presenti sul luogo di lavoro, tenendo anche conto delle particolari condizioni in cui possono essere usati. L’obbligo si applica anche agli impianti di estinzione fissi, manuali o automatici, individuati in relazione alla valutazione dei rischi.

2. Ai fini delle designazioni di cui al comma 1, lettera b), il datore di lavoro tiene conto delle dimensioni dell’azienda e dei rischi specifici dell’azienda o della unità produttiva secondo i criteri previsti nei Decreti di cui all’articolo 46.

3. I lavoratori non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione. Essi devono essere formati, essere in numero sufficiente e disporre di attrezzature adeguate, tenendo conto delle dimensioni e dei rischi specifici dell’azienda o dell’unità produttiva. Con riguardo al personale della Difesa la formazione specifica svolta presso gli istituti o la scuole della stessa Amministrazione è abilitativa alla funzione di addetto alla gestione delle emergenze.

4. Il datore di lavoro deve, salvo eccezioni debitamente motivate, astenersi dal chiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato.

Chi redige il Piano Evacuazione ed Emergenza 

Il Piano emergenza evacuazione viene redatto dal datore di lavoro, in collaborazione con il RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) e con il Medico Competente, ove nominato, in relazione ai provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza.  

Quali sono gli obiettivi del Piano Emergenza ed Evacuazione

Gli obiettivi del piano di emergenza sono:

  • prevenire o limitare pericoli alle persone;
  • coordinare gli interventi del personale a tutti i livelli, in modo che siano ben definiti tutti i comportamenti e le azioni che ogni persona deve mettere in atto per salvaguardare la propria incolumità e, se possibile, per limitare i danni ai beni e alla struttura dell’edificio;
  • intervenire, dove necessario, con un pronto soccorso sanitario;
  • individuare tutte le emergenze che possano coinvolgere l’attività, la vita e la funzionalità dell’impianto;
  • definire esattamente i compiti da assegnare al personale che opera all’interno dell’organizzazione, durante la fase emergenza.

Quali sono i contenuti del Piano di Emergenza ed Evacuazione

I fattori da tenere presenti nella compilazione del piano di emergenza e da includere nella stesura dello stesso sono:

  • le caratteristiche dei luoghi con particolare riferimento alle vie di esodo;
  • il sistema di rivelazione e di allarme incendio;
  • il numero delle persone presenti e la loro ubicazione;
  • i lavoratori esposti a rischi particolari;
  • il numero di addetti all'attuazione ed al controllo del piano nonché all'assistenza per l'evacuazione (addetti alla gestione delle emergenze, evacuazione, lotta antincendio, pronto soccorso);
  • il livello di informazione e formazione fornito ai lavoratori.

Il piano di emergenza deve essere basato su chiare istruzioni scritte e deve includere:

  • i doveri del personale di servizio incaricato di svolgere specifiche mansioni con riferimento alla sicurezza antincendio, quali per esempio: telefonisti, custodi, capi reparto, addetti alla manutenzione, personale di sorveglianza;
  • i doveri del personale cui sono affidate particolari responsabilità in caso di incendio;
  • i provvedimenti necessari per assicurare che tutto il personale sia informato sulle procedure da attuare;
  • le specifiche misure da porre in atto nei confronti dei lavoratori esposti a rischi particolari;
  • le specifiche misure per le aree ad elevato rischio di incendio;
  • le procedure per la chiamata dei vigili del fuoco, per informarli al loro arrivo e per fornire la necessaria assistenza durante l'intervento.

Cosa indicare nella planimetria antincendio

In funzione della tipologia del luogo di lavoro, il piano emergenza evacuazione include le planimetrie per l’emergenza nella quale sono riportate le caratteristiche distributive dei luoghi (destinazioni d’uso dei locali, vani scala, ascensori, …), le attrezzature e gli impianti di estinzione, allarmi, centrale di controllo, intercettazione impianti tecnologici, l’individuazione del punto di ritrovo / punto di raccolta, …

Tali planimetrie, da esporre in maniera visibile all’interno dei luoghi di lavoro, contengono quindi preziose informazioni per l’evacuazione dei locali, per il primo soccorso degli occupanti e risultano utili anche alle forze di intervento esterne (Vigili del Fuoco, Ambulanza, …) in caso di emergenza.

Le caratteristiche principali di una Escape Plan sono:

  • L’indicazione esatta della posizione dell’utilizzatore (voi siete qui);
  • L’orientamento corretto dei locali rispetto alla posizione dell’utilizzatore;
  • La rappresentazione della direzione dell’esodo con frecce;
  • L’indicazione dei percorsi di esodo con frecce verdi (colorate in modo standardizzato in funzione del tipo di percorso – in piano, verso l’alto, verso il basso);
  • La legenda con la descrizione dei simboli contenuti nella planimetria;
  • L’indicazione del punto di raccolta.

Planimetria antincendio: esempio facile

In base alla conformazione dei locali, alla tipologia del luogo di lavoro, al numero di lavoratori, alla tipologia di persone esterne all’attività, occorrerà valutare come e dove posizionare le planimetrie antincendio. In ogni caso dovrà essere esposta:

  • Nei luoghi di lavoro ove gli occupanti possano conoscerne il significato e acquisirne confidenza
  • All’ingresso principale di ogni piano 
  • Vicino ad ascensori e vani scala
  • In base alla tipologia di occupante (cliente, studente, diversamente abile temporaneo o permanente, ricoverato, …), in ogni stanza/locale;
  • Nelle principali intersezioni dell’immobile.

Come si valuta l’efficacia di un buon Piano Emergenza Evacuazione

Situazioni di crisi non adeguatamente gestite ed organizzate possono comportare, oltre agli infortuni al personale, ingenti danni economici con conseguente blocco dell’attività produttiva aziendale.

Affinché il piano di emergenza ed evacuazione aziendale sia veramente efficace, occorre quindi che il datore di lavoro:

  • abbia identificato l’organigramma di gestione delle emergenze, nel quale siano chiaramente definiti i compiti assegnati ad ogni figura preposta;
  • abbia informato tutti i lavoratori in merito alle procedure di emergenza ed evacuazione, al fine di evitare situazioni di improvvisazione ed il verificarsi di stati di panico;
  • garantisca la presenza e l’efficienza di mezzi di estinzione idonei alla classe di incendio e al livello di rischio presenti sul luogo di lavoro;
  • verifichi la funzionalità del piano di emergenza con addestramento ed esercitazioni periodiche (prove di evacuazione) di tutto il personale, affinché ogni lavoratore acquisisca dei veri e propri automatismi.

Quando le aziende con meno di 10 dipendenti hanno l’obbligo di redigere il Piano di Emergenza ed Evacuazione

Per i luoghi di lavoro ove sono occupati meno di 10 dipendenti, il datore di lavoro è tenuto comunque alla redazione del piano di emergenza se le attività dell’azienda rientrano in quelle elencate nell’Allegato I del DPR 151/2011 (link all’articolo di prevenzione incendi) soggette al controllo del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco.

Indipendentemente dall’obbligo di redazione del piano di emergenza ed evacuazione, resta fermo l’obbligo del datore di lavoro di adottare le necessarie misure organizzative e gestionali che dovranno essere attuate in caso di emergenza.


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