GIRO DI VITE SUL LAVORO IRREGOLARE E SANZIONI PER I DATORI DI LAVORO

22 Dicembre 2021

CAMBIA L’ARTICOLO 14 DEL TESTO UNICO SULLA SICUREZZA

Con la conversione in Legge (n.215 del 17 dicembre 2021) del D.L. 21 ottobre 2021, n.146, pubblicato in GU n.252 del 21-10-2021, trova piena conformità, ritornando al normale procedimento, la modifica dell’art.14 del D.Lgs. 81/08, c.d. Testo Unico sulla Sicurezza, denominato Provvedimenti degli organi di vigilanza per il contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

Le modifiche adottate dal Governo mirano ad un sostanziale irrigidimento delle sanzioni a carico dei Datori di Lavoro che adoperano nel proprio ciclo produttivo lavoratori in assenza di regolare contratto. Il D.L. 146/2021, entrato in vigore il 21 ottobre 2021, necessitava di una conversione legislativa in sede parlamentare, che è avvenuta attraverso il maxi-emendamento allegato alla prossima Legge di Bilancio 2022, che verrà votata nei prossimi giorni.

Non essendo stato posto a modifiche, il D.L. 146/2021 rimane identico alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che prevedeva all’art.13 la modifica dell’art.14 del D.Lgs. 81/08.

Tra le novità adottate, la riduzione della percentuale ammessa di lavoratori irregolari e la sospensione per l’impresa di contrattare con la pubblica amministrazione.

Difatti il novellato art.14 prevede al comma 1 “Ferme restando le attribuzioni previste dagli articoli 20 e 21, del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, al fine di far cessare il pericolo per la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché di contrastare il lavoro irregolare, l'Ispettorato nazionale del lavoro adotta un provvedimento di sospensione, quando riscontra che almeno il 10 per cento (in luogo del precedente 20 per cento) dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro risulti occupato, al momento dell'accesso ispettivo, senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro nonché, a prescindere dal settore di intervento, in caso di gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro di cui all'Allegato I. Il provvedimento di sospensione è adottato in relazione alla parte dell'attività imprenditoriale interessata dalle violazioni o, alternativamente, dell'attività lavorativa prestata dai lavoratori interessati dalle violazioni di cui ai numeri 3 e 6 dell'Allegato I. Unitamente al provvedimento di sospensione l'Ispettorato nazionale del lavoro può imporre specifiche misure atte a far cessare il pericolo per la sicurezza o per la salute dei lavoratori durante il lavoro.” Inoltre, viene chiarito dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro mediante circolare n.3 del 9 novembre 2021 che, nel calcolo dei lavoratori andranno conteggiati tanto i collaboratori familiari, anche impegnati per periodi inferiori alle dieci giornate di lavoro (v. ML nota prot. n. 14184 del 5 agosto 2013), quanto i soci lavoratori cui non spetta l’amministrazione o la gestione della società. Infine, viene escluso il provvedimento di sospensione per lavoro irregolare nel caso in cui il lavoratore risulti l’unico occupato dall’impresa (c.d. microimpresa).

Conseguentemente, il nuovo art.14 del T.U.S.L. al comma 2 prevede “Per tutto il periodo di sospensione è fatto divieto all'impresa di contrattare con la pubblica amministrazione. A tal fine il provvedimento di sospensione è comunicato all' Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), al Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, per gli aspetti di rispettiva competenza al fine dell'adozione da parte del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili del provvedimento interdittivo”. Tale intervento risulta essere particolarmente severo se oltre alla futura contrattazione venga inficiata anche la già avvenuta la ratifica di un rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione, aspetto che ancora dev’ essere chiarito.

Tabella gravi violazioni: sospensione attività e sanzioni aggiuntive

Un ulteriore novità, emersa al comma primo del D.L. 146/2021, che inasprisce ulteriormente le sanzioni a carico del DdL, consiste nella adozione di un provvedimento di sospensione dell'attività nei casi riconducibili alle seguenti gravi violazioni dell’Allegato I sottoriportato.

Il DL Fiscale riporta la tabella che mette insieme la fattispecie di violazione e la sanzione aggiuntiva indicandone anche l'importo:

Tabella Violazione

Inoltre, al comma 9 del novellato D.L. 146/2021, “vengono di seguito ampliate le condizioni per la revoca del provvedimento da parte delle amministrazioni che lo hanno adottato:

  1. la regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria anche sotto il profilo degli adempimenti in materia di salute e sicurezza;
  2. l'accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;
  3. la rimozione delle conseguenze pericolose delle violazioni nelle ipotesi di cui all'Allegato I;
  4. nelle ipotesi di lavoro irregolare, il pagamento di una somma aggiuntiva pari a 2.500 euro fino a cinque lavoratori irregolari e pari a 5.000 euro qualora siano impiegati più di cinque lavoratori irregolari;
  5. nelle ipotesi di cui all'Allegato I, il pagamento di una somma aggiuntiva di importo pari a quanto indicato nello stesso Allegato I con riferimento a ciascuna ”

Di conseguenza il DdL oggetto di un provvedimento di sospensione della propria attività (o di una parte di essa) ha cinque possibilità per potersi reintegrare, ovvero, regolarizzare i lavoratori e/o la loro formazione, adempiere alla messa in sicurezza delle condizioni ritenute potenzialmente lesive per i lavoratori da parte degli organi ispettori, oppure pagare delle somme variabili tra i 2.500 ed i 5.000 euro, se non addirittura le somme precedentemente elencate presenti nell’Allegato I.

In definitiva l’azione legislativa del Governo, dettata probabilmente dalla crescita dei lavori nei cantieri edili legati alle agevolazioni del D.L. 34/2020, mira ad un sostanziale irrigidimento delle sanzioni a carico delle imprese che operano in assenza di quegli elementi formativi, ormai indispensabili, per una corretta gestione del proprio operato e dei propri lavoratori.


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